Nanni Salio

Il seme della nonviolenza

L’attualità dell’impegno in un mondo in crisi
A cura del Centro Studi Sereno Regis, Prefazione di Giuliano Pontara, Postfazione di Elena Camino
Edizioni SEB27 / Motivé -
21
ISSN2724-2889
ISBN979-12-81940-12-3
Pagine: 272
Formato: 14x21
Anno: 2026

19,00 

Di prossima pubblicazione

Descrizione

PREVISTO PER NOVEMBRE 2026

«Vivere semplicemente perché altri possano semplicemente vivere», era il motto gandhiano di Giovanni Salio, ricercatore, pacifista, fautore della nonviolenza e fondatore del Centro Studi Sereno Regis, laboratorio torinese di ricerca, educazione e azione per la pace. I suoi scritti raccolti nelle quattro sezioni di questa antologia, ricordano gli interessi che Salio coltivò sul pensiero nonviolento e la spiritualità, sulla ricerca per la pace, sull’ecologia e sulla produzione e l’uso dell’energia. Mentre la nostra contemporaneità, orfana di riferimenti culturali e politici, sempre più in bilico sul baratro bellicista, sembra smarrire qualsiasi pensiero di pace, convivenza, accoglienza e integrazione, è bene ricordare che Salio vedeva questi obiettivi come frutto dell’incontro di vite vive capaci di guardare al bene più che al male e sosteneva che per compiersi la vita ha bisogno di condivisione, mentre un’esistenza non condivisa, armata in difesa di sé stessa è, in fondo, soltanto una forma di anti-vita.

GIOVANNI SALIO, detto NANNI, (Torino, 1943-2016) si occupò fin da giovane di ricerca, educazione e azione per la pace e fu considerato come una delle voci più autorevoli della cultura nonviolenta in Italia. Negli anni Settanta del Novecento partecipò alle lotte per il riconoscimento dell’obiezione di coscienza al servizio militare. Ricercatore di Fisica all’Università di Torino, fu autore di significativi studi per la pace che hanno saputo coniugare rigore scientifico e impegno politico. Nel 1982 fu fra i fondatori e presidente del Centro studi e documentazione sui problemi della partecipazione, dello sviluppo e della pace, dedicato dal 1984 a Domenico Sereno Regis.